Si è conclusa una delle nostre prime esperienze di quella grande bella parola che si chiama “tour”. Sono state solo tre date, una di seguito all’altra, ma abbiamo assaporato cosa significa viaggiare tanto, dormire poco, suonare sempre, essere concentrati, conoscere persone pazze, mangiare anche male, ma non perdere mai l’entusiasmo di farlo.
Altrimenti che senso ha?
Giovedì 14.03.2013 | Botticino, Brescia | Red Dog
E’ giovedì pomeriggio e con il consueto ritardo partiamo per le terre lombarde. Ma alla guida c’è sempre Danoman, che con la stessa tenacia con cui una squadra da zone basse della classifica recupera punti importanti nelle fasi calde del campionato, smentisce le tragiche previsioni del nostro amico Tom-Tom (che non c’entra niente con il Tom di Myspace, abbiamo appurato) e ci conduce sani, salvi e puntuali al Red Dog di Botticino, vicino Brescia. Facciamo il nostro set, un’oretta filata che viene apprezzata dagli autoctoni, fra i quali intravediamo gli amici delle Case del Futuro, che avevano suonato qualche mese fa per WOODU.
La sorpresa più grande è però il luogo del nostro pernotto, Villa Gasulì, quartier generale di quei pazzi dei 4 Axid Butchers (letteralmente “quattro acidi macellai”). Un’isola fuori dal tempo e dalle cose, tana boschiva e rifugio ideale per qualunque musicista sognatore. Forse torneremo ad aprile: i Butchers hanno creato un anfiteatro dentro la roccia, con anche il bar e tutto ciò che serve a divertirsi davvero; ci hanno anche regalato il loro ultimo LP, su vinile, chiamato “Villa Gasulì”, in onore di questo posto magico, in cui hanno scritto e registrato il disco (qualcosa anche a Berlino). Beh, la notte stessa lo abbiamo ascoltato, e siamo rimasti fulminati dal loro suono! Un misto di dub, psichedelia, rock, psichedelia, kraut, psichedelia, pop come piace a noi, urla e psichedelia. TOTALI. Ci siamo innamorati.
Ed ovviamente abbiamo regalato un “Concordia” a loro!

Impressionati ed invidiosi (in senso buono s’intende) dobbiamo ripartire alla volta di Fucecchio, Toscana. Villa Gasulì però ci rimane nel cuore.


Venerdì 15.03.2013 | Fucecchio/Firenze | La Limonaia/Tender Club
L’appennino ci accoglie con la neve, e non tutti apprezzano. La Limonaia è un posto incantato, su un colle dai larghi orizzonti, e pensiamo che le cose si prospettino divertenti. Il fonico locale, buon’anima, non è dello stesso avviso. In effetti l’intoppo è evidente e difficilmente trascurabile. Gli astri maligni hanno cospirato, e per un malinteso alla Limonaia c’è in programma un altro concerto (The Rust And The Fury, che avevano suonato al Margòt di Carmagnola, dalle nostre parti, non troppo tempo fa). Nessuno si aspetta il nostro arrivo. Gli organizzatori, fulminei, dispiaciuti e molto gentili, riparano al malinteso e nel giro di pochi minuti ci organizzano un’apertura al volo per il concerto di Ettore Giuradei, al Tender Club di Firenze. La vita del rocker in tour è anche fatta di capacità di adattamento, lo abbiamo letto sui manuali. Il locale si rivela essere un club di tutto rispetto, Ettore e soci sono disponibilissimi e ci fanno sentire a casa. La serata si conclude nei migliori dei modi, ovvero con laute dosi di Negroni, ed Ettore non sembra particolarmente infastidito del fatto che pensassimo suonasse negli Amor Fou.
Ovviamente non suonava negli Amor Fou.
“.. quel buon uomo degli Amor Fou..”
Sabato 17.03.2013 | Rosà, Vicenza | Vinile/Last Nite Party!
Sveglia alle 9.30, colazione abbondante, sole bellissimo, passeggiate lungo l’Arno di rito e poi diamo sfogo alle nostre velleità artistiche in qualità di registi a basso costo (una gopro sul tetto di un furgone che guarda il cielo: lucidità), incontriamo Darioman all’autogrill (le coincidenze!), che era in giro con i Sikitikis, e in un attimo è sera e noi si è al Vinile di Rosà. Tommaso, attaccante di razza di anni sei, si fa beffe di noi in una partitella a pallone.
Firenze ci ha sottratto il cimbalo. Dopo il check abbiamo comunque la fortuna di mangiare una pizza sulle soavi note dei Nameless, gruppo cover dalla spiccata propensione ‘noise’, nell’accezione etimologica e non artistica del termine: rumore inteso come suono non riconducibile alla categoria ‘musica’. Scene imbarazzanti di maschi poco prestanti spogliati da una cantante in preda alle prime scariche di ormoni. Boh!
Un ascolto ai bpm di Poser prima di salire sul palco e si parte. Il pubblico del Rosà è attento ed apprezza soprattutto la clavietta sul ponte finale di Bounce, al punto che qualche buon uomo ha la bella idea di sottrarcela indebitamente al termine del concerto. Il malfattore scappa impunito, ed è l’unica nota stonata in un’ottima serata. Ma il suo karma gliela farà pagare. In ogni caso Franky Nastro, Caste Jump, il Barbaz, Ordinary Noise e tutto il Vinile: madonna che pazzi! che bella serata! Lunga vita a Last Nite Party!

Il giorno dopo ci svegliamo, mangiamo di nuovo come dei pazzi, e partiamo alla volta di Torino. Nevica come se fosse gennaio, eppure fra una settimana è primavera. e poi è
Primavera! Abbiamo percorso circa 1.200 KM in tre giorni, dormito non più di cinque ore a notte, conosciuto individui curiosi e urlato “ciccione!” a ogni cosa che si muoveva. Ringraziamo veramente Alessandro Ceccarelli, anche detto il Cecca, o Cekkarak, perchè ce ne saremmo stati in giro ancora per un pò: speriamo di partire di nuovo, presto..
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