6 maggio 2013

Officine Sonore | Vercelli (04.05.2013)

E’ sabato e sembra quasi che sia arrivata la Primavera (si intende la stagione, non questa Primavera, anche se ormai manca poco). Si suona a Vercelli, ma senza il furgone, che e’ un gran peccato, perche’ fa molto meno “tour”. Ma noi siam gente che si adatta. E d’altronde le compressioni ci garbano.


Gli amici di google maps ci guidano fino alle Officine Sonore, ma pure loro si sbagliano ogni tanto. Il locale ha cambiato gestione, e il nostro tom-tom di serie b ci dirotta in luoghi remoti, alla vecchia sede, fatto che ci permette di fare la conoscenza di un tizio simpatico, che invitiamo al concerto. Suo malgrado deve declinare: “Fosse per me ci verrei, ma non mi ci fanno entrare”. L’avventura e’ comunque meno entusiasmante del previsto. La nuova sede dista meno di un isolato. Per strada troviamo anche banconote stracciate, e noi con pazienza da certosini le ricomponiamo pezzetto per pezzetto.


Pare che tutta la nightlife di Vercelli si concentri in pochi metri quadrati, fra nightclub frequentati da oscuri figuri e locali con buttafuori massicci. A qualcuno di noi sembra quasi di essere stati catapultati in una 52esima strada de noantri.

Come amiamo ripetere, gli inizi sono sempre difficili. Dopo il soundcheck si mangia e si assiste alla disfatta della Viola e alla gloria della Maggica, fatto di cui ci importa poco. Poi si suona.

Prima di noi, i GLOOOM, trio mascherato (molto ben mascherato) che ci garba assai. Foreste, Animal Collective, psichedelia, oscurita’ di ritmiche imprevedibili e voci che riecheggiano Jeff B., buon’anima.

Sul palco – invece – succede di tutto. Rompiamo alimentatori, le chitarre smettono di suonare, le voci spariscono all’improvviso. Ci sentiamo impotenti di fronte alle avversita’ della sorte, ma teniamo botta. Il pubblico sembra capire i problemi tecnici e apprezza. Il concerto finisce senza che salti la luce, senza incendi e senza crolli, e fuori non piove nemmeno. Insomma poteva andare peggio. Vendiamo CD e magliette, siamo felici. Ci insegnano che se le prove generali vengono male, la prima e’ sempre un successo. E anche noi ci auguriamo che al Primavera sia cosi’.

“Merda! Merda! Merda!”

 

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29 aprile 2013

Tender:Club | Firenze (26.04.2013)


Il venerdì ventisei aprile duemilatredici noi si suona in quel di Firenze, e se da un lato è vero che ci siamo stati solo un mesetto fa, dall’altro non si può dire che non siamo entusiasti di ritornarci. Con Ettore, il “buon uomo degli Amor Fou“, che degli Amor Fou non fu, si era passata una gran bella serata. Per questa tappa perdiamo le D di Darioman e di Danoman ma vinciamo la M di Michael J. Fox, che e’ anche l’iniziale di Marco (guardatevi le sue foto: oltre a essere un uomo molto attraente vi renderete conto di quanto siano uguali; vedere lui e Riccardo in giro insieme è sempre divertente: “Mamma Ho Perso L’Aereo Ritorna Al Futuro”). Per l’occasione si aggrega alla squadra in qualità di driver e aiuto-fonicismo, amato e benvoluto, persona saggia e ponderata, che all’occorrenza non si tira mai indietro se bisogna “spaccare i culi”.


Fatto sta che si parte alle 13 circa, con il nostro solito ritardo. Marco “guida sicura” va per la tangente e per la maggiore, e dobbiamo dire grazie ai Drink To Me per averci prestato il loro Augusto. Qui sopra potete ammirarlo in tutto il suo splendore e nella parte mancante di vernice. L’incontro con il fratellino più piccolo, Augustino II, è avvenuto dopo poche ore di viaggio, ed è stato traumatico perchè non potendo portare con noi Augustino, abbiamo dovuto lasciarlo lì dove lo avevamo trovato. Non in mezzo ad una strada, come alcuni fanno con i cani, perchè a noi gli animali ci garbano assai; ma i suoi padroni non hanno voluto lasciarlo dormire fuori. E’ stato triste per noi quanto per lui.
(Buon viaggio Augustino II)

Il viaggio prosegue fluido, il furgone è comodo, noi ascoltiamo musica (Sleater-Kinney | “The Woods”Drink To Me | “Brazil” - Young Marble Giants | “Colossal Youth”) e leggiamo parole. Arriviamo a Firenze quasi in orario, sentiamo Nicolas per telefono e gli diciamo che abbiamo la nostra backline. Lui ovviamente è molto contento di questo. Scarichiamo, portiamo sul palco, facciamo il check e poi mangiamo. Tra pizza e pasta si sceglie la pasta, e siamo premiati con farfalline alle vongole. MOLTO BENE


Parlando con Nicolas e Tommaso scopriamo che a Firenze non esistono i quartieri. O per meglio dire non hanno dei nomi, ma dei colori. Quindi Bianchi Contro Rossi. Perchè? Perchè il calcio fiorentino è molto interessante e la donna che a cena, nella mensa dei ferrovieri, ci racconta le prodezze di uomini che si picchiano senza regole (ex-galeotti e metalmeccanici incazzati), procurandoci non poca paura. Riccardo e Luca si erano permessi di dire che hanno giocato a rugby, ma dopo i racconti dei nativi del luogo e di orecchie staccate a morsi in Texas ci ripensano, e ammettono che in effetti non hanno mai giocato a rugby. Se volete scoprire ciò di cui stiamo parlando potete spaventarvi qui.

Il concerto funziona bene: dopo i primi due pezzi (Poser e To Change) di riscaldamento mettiamo la quarta, e Canada in prima fila ci da una mano in qualità di animatore turistico. Vendiamo solo tre dischi. Sembra un dato preoccupante, ma in realtà è molto meglio, perchè non ne avremmo avuti altri con noi. Sbagliando s’impara! Talmente tanta sbronza in corpo che le consumazioni avanzano. Ma non rinunciamo alla soglia minima: birre, vodka, negroski, jegermaister, negroni.. addirittura 4 per Luca, che nel giorno del suo compleanno supera la soglia dei 3, record mai battuto prima.
Bravo Luca! Buon compleanno!
Bravo che cresci, bravo che sei nato e bravo che continuerai a compiere gli anni!


 

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19 marzo 2013

Red Dog/Tender Club/Vinile | Botticino/Firenze/Rosà (14/17.03.2013)

Si è conclusa una delle nostre prime esperienze di quella grande bella parola che si chiama “tour”. Sono state solo tre date, una di seguito all’altra, ma abbiamo assaporato cosa significa viaggiare tanto, dormire poco, suonare sempre, essere concentrati, conoscere persone pazze, mangiare anche male, ma non perdere mai l’entusiasmo di farlo.
Altrimenti che senso ha?


Giovedì 14.03.2013 | Botticino, Brescia | Red Dog

E’ giovedì pomeriggio e con il consueto ritardo partiamo per le terre lombarde. Ma alla guida c’è sempre Danoman, che con la stessa tenacia con cui una squadra da zone basse della classifica recupera punti importanti nelle fasi calde del campionato, smentisce le tragiche previsioni del nostro amico Tom-Tom (che non c’entra niente con il Tom di Myspace, abbiamo appurato) e ci conduce sani, salvi e puntuali al Red Dog di Botticino, vicino Brescia. Facciamo il nostro set, un’oretta filata che viene apprezzata dagli autoctoni, fra i quali intravediamo gli amici delle Case del Futuro, che avevano suonato qualche mese fa per WOODU.

La sorpresa più grande è però il luogo del nostro pernotto, Villa Gasulì, quartier generale di quei pazzi dei 4 Axid Butchers (letteralmente “quattro acidi macellai”). Un’isola fuori dal tempo e dalle cose, tana boschiva e rifugio ideale per qualunque musicista sognatore. Forse torneremo ad aprile: i Butchers hanno creato un anfiteatro dentro la roccia, con anche il bar e tutto ciò che serve a divertirsi davvero; ci hanno anche regalato il loro ultimo LP, su vinile, chiamato “Villa Gasulì”, in onore di questo posto magico, in cui hanno scritto e registrato il disco (qualcosa anche a Berlino). Beh, la notte stessa lo abbiamo ascoltato, e siamo rimasti fulminati dal loro suono! Un misto di dub, psichedelia, rock, psichedelia, kraut, psichedelia, pop come piace a noi, urla e psichedelia. TOTALI. Ci siamo innamorati.
Ed ovviamente abbiamo regalato un “Concordia” a loro!


Impressionati ed invidiosi (in senso buono s’intende) dobbiamo ripartire alla volta di Fucecchio, Toscana. Villa Gasulì però ci rimane nel cuore.


Venerdì 15.03.2013 | Fucecchio/Firenze | La Limonaia/Tender Club

L’appennino ci accoglie con la neve, e non tutti apprezzano. La Limonaia è un posto incantato, su un colle dai larghi orizzonti, e pensiamo che le cose si prospettino divertenti. Il fonico locale, buon’anima, non è dello stesso avviso. In effetti l’intoppo è evidente e difficilmente trascurabile. Gli astri maligni hanno cospirato, e per un malinteso alla Limonaia c’è in programma un altro concerto (The Rust And The Fury, che avevano suonato al Margòt di Carmagnola, dalle nostre parti, non troppo tempo fa). Nessuno si aspetta il nostro arrivo. Gli organizzatori, fulminei, dispiaciuti e molto gentili, riparano al malinteso e nel giro di pochi minuti ci organizzano un’apertura al volo per il concerto di Ettore Giuradei, al Tender Club di Firenze. La vita del rocker in tour è anche fatta di capacità di adattamento, lo abbiamo letto sui manuali. Il locale si rivela essere un club di tutto rispetto, Ettore e soci sono disponibilissimi e ci fanno sentire a casa. La serata si conclude nei migliori dei modi, ovvero con laute dosi di Negroni, ed Ettore non sembra particolarmente infastidito del fatto che pensassimo suonasse negli Amor Fou.
Ovviamente non suonava negli Amor Fou.

“.. quel buon uomo degli Amor Fou..”

Sabato 17.03.2013 | Rosà, Vicenza | Vinile/Last Nite Party!

Sveglia alle 9.30, colazione abbondante, sole bellissimo, passeggiate lungo l’Arno di rito e poi diamo sfogo alle nostre velleità artistiche in qualità di registi a basso costo (una gopro sul tetto di un furgone che guarda il cielo: lucidità), incontriamo Darioman all’autogrill (le coincidenze!), che era in giro con i Sikitikis, e in un attimo è sera e noi si è al Vinile di Rosà. Tommaso, attaccante di razza di anni sei, si fa beffe di noi in una partitella a pallone.
Firenze ci ha sottratto il cimbalo. Dopo il check abbiamo comunque la fortuna di mangiare una pizza sulle soavi note dei Nameless, gruppo cover dalla spiccata propensione ‘noise’, nell’accezione etimologica e non artistica del termine: rumore inteso come suono non riconducibile alla categoria ‘musica’. Scene imbarazzanti di maschi poco prestanti spogliati da una cantante in preda alle prime scariche di ormoni. Boh!
Un ascolto ai bpm di Poser prima di salire sul palco e si parte. Il pubblico del Rosà è attento ed apprezza soprattutto la clavietta sul ponte finale di Bounce, al punto che qualche buon uomo ha la bella idea di sottrarcela indebitamente al termine del concerto. Il malfattore scappa impunito, ed è l’unica nota stonata in un’ottima serata. Ma il suo karma gliela farà pagare. In ogni caso Franky Nastro, Caste Jump, il Barbaz, Ordinary Noise e tutto il Vinile: madonna che pazzi! che bella serata! Lunga vita a Last Nite Party!

Il giorno dopo ci svegliamo, mangiamo di nuovo come dei pazzi, e partiamo alla volta di Torino. Nevica come se fosse gennaio, eppure fra una settimana è primavera. e poi è Primavera! Abbiamo percorso circa 1.200 KM in tre giorni, dormito non più di cinque ore a notte, conosciuto individui curiosi e urlato “ciccione!” a ogni cosa che si muoveva. Ringraziamo veramente Alessandro Ceccarelli, anche detto il Cecca, o Cekkarak, perchè ce ne saremmo stati in giro ancora per un pò: speriamo di partire di nuovo, presto..

 

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4 marzo 2013

Covo | Bologna (01.03.2013)

Un, due, tre, pronti, via!

Non suoniamo fuori da Torino da molto tempo (ben centocinquantatre’ giorni, per essere precisi, era stato a Faenza, nello stupendo teatro Masini). Come insegnano tutti i migliori manuali di calcio, squadra che vince non si cambia: Chicca, Darioman, Danoman e furgone sono il team piu’ affidabile che si possa chiedere.

Si parte, puntuali ma non troppo, cioè con un’ora di ritardo, come da copione. Infatti partiamo sempre un pò prima del necessario, perchè non si sa mai.. o forse lo sappiamo benissimo. D’altronde la recente notizia che suoneremo al Primavera Festival ci ha sconvolti tutti quanti. Una pausa in Autogrill e’ d’obbligo. Incontriamo la squadra dell’Atalanta al gran completo, ed indossano tutti scarpe molto colorate e divertenti. Qualcuno sembra dimostrare particolare simpatia nei nostri confronti e avanza premature proposte di matrimonio, che ci sembra opportuno rifiutare. Forse era solo una goliardica affermazione, ma passiamo parte del viaggio ad immaginarsi come dev’essere vivere come un giocatore di calcio dell’Atalanta.

“Allora lunedì arriva il bonifico!”

I pareri sono discordi. Procediamo veloci ma non troppo, abbiamo calcolato che la velocita’ ottimale per minimizzare il consumo di benzina e’ stimata fra i 98 ed i 106.4 chilometri all’ora, inoltre non abbiamo fretta, ne’ proviamo particolare simpatia per autovelox e multe per eccesso di velocita’. Salta di conseguenza la sosta programmata a Formigine, dove Cesarini ci attende scodinzolante, e deve invece abbassare le orecchie e mettere la coda tra le gambe e aspettarci sino a notte inoltrata.

Arriviamo al Covo con largo anticipo, e scopriamo che i Radio Moscow, che son giunti fin qua da Story City, Iowa, si son fermati a comprare delle “gelatine particolari per certi video psichedelici”. Qualche dubbio sulla natura, sulla composizione chimica e sull’utilizzo di codeste particolari gelatine ci sorge spontaneo, ma il tutto sembra molto divertente e sfruttiamo l’attesa per renderci conto della statura dei nomi che hanno calcato il palco del Covo negli ultimi quindici anni. Forse ci fa ancora piu’ impressione pensare che tra un mese su questo stesso palco suonera’ una band che e’ un mito vivente: i Gang of Four. La Banda Dei Quattro ci è sempre piaciuta molto, soprattutto qualche anno fa.

Anche i camerini sono pieni di poster di  tour più o meno recenti di nomi impressionanti, tra i quali si nasconde qualche chicca, che ci mette il sospetto che i torinesi non siano benvisti. Il diretto interessato indica quei furbetti dei Drink To Me come responsabili della burla.

 



Alla fine i capelloni dell’Iowa arrivano, con tanto di gelatine, proiettore e teli per le immagini; nel giro di un quarto d’ora il soundcheck e’ fatto. Sono poi gentilissimi ad imprestarci i piatti che ci eravamo sbadatamente dimenticati nel trambusto generale, insieme alle magliette (lo ripagheremo a fine serata, regalando un paio di “candelotti” che accende quasi subito: “Oh, I really needed it mate! Thank you so much!”). Per fortuna Clark Kent, nume tutelare nostro e del collettivo WAOH ci protegge da vicino.


 



Il live inizia e, come direbbe qualcuno, la tempesta e’ perfetta. Per dirla in maniera piu’ diplomatica non siamo nella forma piu’ smagliante possibile, ma cerchiamo di riparare con un po’ di mestiere, cosa che, a dirla tutta, ci riesce a meta’ e che ci lascia poco soddisfatti della nostra performance. Darioman: “Bella merda!” Danoman: “Mah, io sentivo i suoni..”  Chic: “Bravi tutti

(..per
ò Danoman ha trovato i pezzi nuovi più maturi e oscuri, questo va detto eh!)

Ci consoliamo pensando che a tutti capita di toppare, e che errando discitur, o che “poteva piovere!” e via discorrendo.. ma cercare alibi non e’ il nostro forte: salutiamo gli amici bolognesi che sono venuti ad ascoltarci, Ceccarak che ci ricorda che “il live comincia qui –> _ , e finisce qui –> =”, il Covo, e carichiamo il furgone. Il capro espriatorio della frustrazione post concerto e’ chiaramente quel ciccione di Berengario.

Il risveglio la mattina seguente e’… beh, gli inizi sono sempre difficili.

 


 

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26 febbraio 2013

Lapsus | Torino (22.02.2013)

Si riparte da dove ci si era fermati: non suonavamo live dal 21 di novembre.
Sono passati tre mesi e torniamo su un palco, a casa.


Il 2013 ci ha gia’ riservato tante cose buone tra registrazioni, nuovi pezzi, un video che uscira’ a breve insieme ad amici di vecchia data e, soprattutto, un bel calendario di concerti, cosa a cui teniamo sopra tutto.

Assieme a noi suonano gli Heike has the Giggles, sono in tre e arrivano da Solarolo, località intergalattica famosa per le escursioni subatomiche, nei pressi della quale avevamo suonato quest’estate con il nostro amico M.R. Ci confondono l’uno con l’altro e raccontano di alcuni loro colleghi che ci conoscono perchè hanno guardato MTV nel mese sbagliato, e si sono presi una cotta per le cheerleader New Generation.

Dobbiamo vederci alle 18.30, il è soundcheck alle 19.30. Arriviamo un po’ spezzettati, come quadratini del lego che sai che servono a costruire qualcosa e che fatichi a trovare perchè mischiati a tutti gli altri, ma che si sommano uno alla volta e alla fine completano l’opera.

Abbiamo suonato per davvero: c’erano sorrisini e sguardi d’intesa, come se stessimo tramando il dispetto più fastidioso del mondo. E ne eravamo davvero contenti! Piedi che battevano su e giu’ dal palco, come dicono quelli di OUTsiders. Un volume generale decisamente da “schiaffi in faccia”, riverberi e delay come sempre, mannaie di potenza. Beh sì ci siamo divertiti!

Ogni tanto saltavamo, ogni tanto tanto cadevamo per terra. C’erano i Joybeat, i Maniaxxx e altri tizi sconosciuti che venivano dalla Svezia, i quali, complice la dose “nordica” di alcool assimilato per difendersi dal freddo, ci chiedevano in un misto di entusiasmo ed eccitazione il nostro indirizzo soundcloud. Noi ovviamente glielo abbiamo dato!

C’erano le magliette e le mutandine fluo, che se mai ti trovi con qualcuno di carino puoi sempre illuminarti d’immenso. A chiunque di voi sarà successo, viene da pensare..
bene, pensatelo fluo!


 

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8 dicembre 2012

Astoria | Torino (21.11.2012)

Il 21 novembre e’ un giorno un po’ buio, di quelli che ti fanno capire che l’inverno sta per arrivare; non a caso ci ricordiamo che tra i muschi ed i licheni, esattamente quarantasette anni fa, nasceva la gelida ma sensuale Bjork. Il secondo pensiero della giornata non puo’ che andare al timido fascino della nostra musa nordica.


Il primo va invece a noi, al nostro concerto che si terra’ la sera stessa.
“Vento in prua, ancora in forza, ammainare le vele!”.
Era da molto tempo che non risalivamo il fiume Po per tornare nella nostra patria, Torino.
Dopo numerose e rocambolesche peripezie, tremendi incubi indotti da potenti pozioni, incontri con tribu’ di sciamani, tre di noi riescono finalmente a raggiungere l’Astoria, attracco e meta finale del nostro viaggio. Avevamo perso tra i marosi il piu’ riccioluto e coraggioso dei compagni: ci avrebbe raggiunti successivamente in scialuppa, con trentanove di febbre.

 

 

 

 

Scese le scale, giu’nella stiva, sottocoperta, troviamo il capitano Colombo ed un mondo fluorescente, come gli occhi del “Chauliodus Sloani”. Le umide assi che esalano salsedine, il respiro del mare che la chiglia non smorza, ma amplifica; il buio profondo  e le luci soffuse. Sembra di trovarsi nel mare profondo, dove tutto e’ nero e dove neanche i pesci piu’ arditi osano addentrarsi. Solo in alto, verso il soffito, puntini lontani come bianchi palloni aerostatici di avventurosi esploratori rischiarano la scena e la rendono meno abissale.


Sono undici i rintocchi delle campane quando un battito costante ed incalzante da’ il segnale che tutti aspettavano: “un, due, tre, via!”: nominati tutti mozzi, nominati tutti capitani, le regole si invertono e incomincia un girotondo in cui l’unica costante e’ la presenza di variabili e di imprevisti.

Un’ora e venticinque minuti di allegria e sudore, mentre fuori infuria la bufera e invece nella stiva – piena fino a scoppiare, implacabile e costante si detta la legge della cassa in battere, ed incomincia a far caldo, e le urla si fanno frastornanti.
Non fanno piu’ entrare, di sotto, i capitani che sono diventati mozzi, improvvisatisi buttafuori per non fare scuffiare la nave, che scricchiola sotto il peso dei festanti.
“Le gabbie sono piene, non ci sono piu’ gli spazi per voialtri pazzi!”.
Riverberi e delay del dubmaster colmano i pochi spazi d’aria che sono rimasti, come stucco applicato alle pareti nei buchi lasciati da vecchi tasselli.

L’ululato del vento e lo schiaffo del beccheggio, la freschezza della raffica e l’accelerazione della planata, tutti in una sola volta e tutti in un medesimo istante.

Poi la grande festa finisce, come quando d’improvviso dopo una grande abbuffata, ci si accorge di esser sazi e si e’ felici, tra nuovi pezzi e vecchi amici e vecchi pezzi e nuovi amici: tutti pazzi.

 

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12 ottobre 2012

MTV New Generation | Milano (10.10.2012)

E’ il 10 di ottobre ed e’ un grigio autunnale, di quel grigio in cui il sole c’e’ ma tutto il mondo intorno sembra dirti: “ehi! non ti illudere! agosto e’ finito, settembre un ricordo. arriva l’autunno, e sono tutti affari tuoi”. Che poi c’e’ anche a chi piace l’autunno, le foglie che cadono e i colori dei boschi. Tutto diventa giallo e rarefatto. Quando fa tanto caldo non vedi l’ora di vivere in un igloo, e quando fa troppo freddo sogni le foreste tropicali. In ogni caso noi si ha da essere fieri – e soprattutto felici – perche’ siamo in partenza, direzione Milano. Schiviamo i TIR della Torino-Piacenza – abile folle maestria del Morino – ed evitando la zona C ci incamminiamo alla volta degli studios di MTV. Corso Europa 5 e’ un po’ nascosto, ma le nostre skills di orientiring ci permettono di trovare senza problemi l’ingresso e raggiungere il superattico dove registreremo l’intervista. Il luogo non ci è nuovo, in quanto avevamo suonato con Casa del Mirto per l’Europa tutta, la primavera scorsa in piazza Beccaria.

Le presentazioni, i convenevoli e poi si attacca: a bomba. Non abbiamo troppa dimestichezza con le telecamere, in questo ambito. Bisogna essere diretti ma pazienti, senza agitarsi o perdere il senso logico di ciò che si vuole esprimere. E le domande incalzano: chi sei, chi non sei, cosa fai, da dove vieni, chi ami, chi odi, perche’ vivi? cosa pensi?, peso forma, “quanto pesi?” numero di scarpe? gruppo sanguigno? ci sei?! Con una certa flemma cerchiamo di indirizzare le risposte su orizzonti filosofici, rifacendoci alle interviste che ci hanno ispirato nella nostra frivola giovinezza. I risultati sono ottimi e quantomai prossimi ai nostri mentori, suscitando evidente (e sacrosanta) perplessità nei ragazzi in studio, che paiono rassegnati. Però si sono divertiti, e questo è ciò che conta.

Diciamo comunque cio’ che pensiamo, in maniera un po’ contorta forse, ma senza farci troppi problemi riguardo peli sulla lingua o meno. Manteniamo un tono costruttivo ed evitiamo polemica fine a se stessa: c’è chi la fa oltremodo.. Suscitiamo in noi stessi reciproca attenzione ed interesse. Le interviste proseguono fino a sera. Il sole e’ tramontato quando ci rendiamo conto di dove effettivamente siamo.

 

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1 ottobre 2012

MEI Supersound | Faenza (29.09.2012)

foxhoundfaenzalive

Si parte di mattina, gambe in spalla e buona lena, perche’ ci e’ stato conferito – ci dicono – il premio come ‘Miglior Band dell’Anno per la Targa Giovani Mei 2012′. E in effetti è proprio così. I premi ci piacciono – anche se non ci piacciono le competizioni – e trofei a casa ne abbiamo pochi perche’ da piccoli non vincevamo mai le gare: ma questa volta non possiamo di certo arrivare in ritardo. Qual’è il lavoro che deve svolgere un gruppo di persone? Qual è il motivo per cui i rapporti possono funzionare? Dove si può fare benzina spendendo poco? (nelle foto dormiamo sempre perchè siamo grandissimi lavoratori).



Si macinano chilometri e si giunge a Faenza, in perfetto orario. “Bravissimi!” Nel furgone lo spazio e il tempo diventano sempre una cosa sola, e ci si perde dentro. Ascoltiamo alcune cose con Darioman (il famoso personaggio detto Capo, oppure Fonik per gli anglosassoni). Sì perchè comunque fra concerti e tutto quanto stiamo già pensando al nuovo disco. Questo è quello che ci interessa.
La macchina organizzativa è gia’ operativa, anche se pare che l’indipendenza al MEI non sia solo quella delle etichette che partecipano, ma che regni sovrana anche all’interno dell’evento stesso: chi va a destra e chi va a sinistra. Tutti sempre di fretta.
MA QUAL E’ LA META? Confusi ci apprestiamo a fare il soundcheck, dopo aver appreso dai nostri amici di twitter che la nostra performance e’ molto attesa. Spritz e interviste, poi cena di corsa e ritorno in teatro. Nel senso che abbiamo finito di mangiare e siamo saliti letteralmente con la panza fra le mani. Marioman ha filmato tutto. Mentre cercavamo il buco più largo della cintura. E chi spunta dalla coda del pianoforte? Ceccaman, che con assoluta tranquillità ci fa vedere che non è colpa della cintura troppo stretta, ma dei pantaloni esageratamente larghi.

                   
Non deludiamo le aspettative: la platea si alza in un’ovazione degna della lirica, in piccionaia esplode vivace un tripudio di trombe e di tromboni. 1 2 3, stella! E stiamo già tornando a Torino. Dormono tutti, noi compresi.


 

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24 settembre 2012

Milano Film Festival | Milano (23.09.2012)

Non perdere tempo per scrivere il post.

Ieri, che era il 24 Settembre, partenza da Torino con brioches e carrellino dell’Ikea comprato da Danoman (il famoso personaggio detto Guido, o the driver, parlando con gli anglosassoni). Milano è grigia e piove. Noi invece da Torino portiamo il sole.
Soundcheck tra gente che va e viene dalla metropolitana, molti entrano nel teatro, arrivano i giocolieri e con loro Lollo che viene direttamente dalle nevi: non a caso è detto il “Lollone Nazionale delle nevi”.
Difatti suonavamo di fronte al teatro Piccolo, che è molto famoso e c’erano i giocolieri come nel medioevo e difatti eravamo un po’ tutti nel medioevo. Pippo aveva i pantaloni di Teo, che è il suo fratellino, nel senso che ha sette anni in meno, ma è anche il suo fratellone, nel senso che è una spanna più alto di lui.
“Tu devi spaccare! Se non detti le regole le subisci” intima il giullare.
Allora suoniamo e dettiamo la regola del quattro quarti, giuro sul mio rullante che il video lo testimonia. Secondo me il pubblico stava seduto comunque, anche prima che suonassimo, forse perchè al teatro tutti stanno sempre seduti per non sembrare maleducati. Comunque questo battere dei piedi era in linea.

Suoniamo e sudiamo e dopo aver sudato suoniamo ancora un po’.

La cena è nel parco e il prato pieno di fiorellini color fuschia, come il fuschia che è il colore dei fiori che è lo stesso del colore del nostro cd che è dentro il nostro involucro del nostro disco (o LP).

“Sette caffè per favore”
“Cosa?”
“Sette caffè per favore”
“Nessuno mi ha mai chiesto una cosa del genere”

 

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14 settembre 2012

Hello World!!


ciao mondo, è bello che tu sia tondo.

affilate le code strizzati gli occhi al sole rosa.
il tuo viso ha il cappello, o fa brutto o fa bello.

che cosa masticano le volpi?
non chi comincia, ma quel che persevera.


 

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